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La guerra fredda.

13 . Cause e conseguenze della guerra fredda.

Da: E. Collotti e altri, La storia contemporanea attraverso i
documenti, Zanichelli, Bologna, 1974 .

Secondo un'interpretazione storiografica ampiamente diffusa, la guerra
fredda non fu solo la ripresa delle ostilit tra paesi occidentali e
Unione Sovietica, iniziata a partire dal 1917 e interrotta dalla
necessit di fare fronte comune contro il nazismo, ma fu anche
determinata dalle iniziative statunitensi miranti ad arginare
l'accresciuto peso dell'URSS nella politica mondiale e l'avanzata dei
partiti comunisti dell'Europa occidentale. Concorda con questa tesi
Enzo Collotti, che nel seguente passo ricorda quali furono le
principali conseguenze, all'interno degli stati e nelle relazioni
internazionali, della contrapposizione tra i due blocchi.

Le brecce che si aprirono ancor prima della conclusione del conflitto
nelle alleanze del tempo di guerra non erano che le avvisaglie degli
sviluppi - conflitto tra Stati Uniti e Unione Sovietica, tra blocco
occidentale e blocco orientale - che dopo il 1945 si sarebbero
comunemente chiamati "guerra fredda". Ma quando  cominciata veramente
la "guerra fredda"? Se le motivazioni immediate delle sue
manifestazioni vanno ricercate nei problemi di equilibrio sorti dopo
la seconda guerra mondiale, si  fatta consapevolmente o
inconsapevolmente strada l'intuizione che gli eventi posteriori al
1945 altro non furono che la ripresa nei rapporti tra gli occidentali
e la Russia sovietica di una vecchia tradizione di ostilit rispetto
alla quale l'alleanza del tempo di guerra non aveva costituito che una
parentesi. Soprattutto gli storici americani dell'ultimo decennio
hanno messo in luce la tendenza a fissare le lontane origini di quel
complesso politico e psicologico che si  tradotto nella "guerra
fredda" nella politica di intervento contro la rivoluzione bolscevica
e di cordone sanitario intorno all'URSS praticata dalle potenze
occidentali sin dal 1917.
L'antagonismo tra Stati Uniti e Unione Sovietica consente di stabilire
cos uno dei fili conduttori delle vicende posteriori al 1945. Non si
devono tuttavia trascurare rispetto alla pi lontana tradizione di
conflitto tra i due mondi gli elementi qualitativamente nuovi emersi
nell'equilibrio post 1945. E primi fra essi l'accresciuto peso
dell'Unione Sovietica nella politica mondiale in conseguenza della
vittoriosa guerra contro il nazifascismo, importante non solo di per
s ma per le conseguenze che ebbe nell'attirare nell'orbita
dell'influenza sovietica tutta l'Europa orientale, con le
trasformazioni politiche e sociali ivi avviate. E ancora in
conseguenza della stessa circostanza va ricordata la crescita dei
partiti comunisti dell'Europa occidentale attraverso fra l'altro
l'esperienza della Resistenza. Non a caso perci le iniziative
statunitensi miranti ad arginare l'influenza sovietica si volsero
anche a colpire l'espansione del movimento comunista. La dottrina di
Truman fu esplicita al riguardo nel caso della Grecia e della Turchia,
ma implicava la possibilit di interventi analoghi in qualsiasi altra
parte del mondo; l'esclusione dei comunisti dai governi di Francia e
d'Italia fu un'altra delle iniziative miranti a garantire
l'allineamento alla politica americana e la salvaguardia dell'ordine
sociale fondato sulla propriet privata e sulla libera iniziativa. Il
conflitto, assumendo cos precisi connotati ideologici, non passava
pi soltanto attraverso schieramenti internazionali contrapposti ma
anche all'interno delle singole societ nazionali. L'irrigidimento dei
blocchi comport di conseguenza quella

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disciplina di blocco al loro interno che si espresse nello stalinismo
e nello zdanovismo, da una parte, e nello "spirito di crociata" e nel
maccarthismo, nella caccia alle streghe, nell'anticomunismo viscerale,
dall'altra.
Un altro aspetto tutt'altro che secondario del carattere
qualitativamente nuovo del conflitto fu rappresentato dalla corsa agli
armamenti, al cui sbocco si profilavano ora, nell'era atomica,
l'equilibrio del terrore o la catastrofe di una terza guerra mondiale
sterminatrice. Quanto fosse avvertita dai popoli la gravit di questa
minaccia  confermato dal fatto che uno dei pi possenti movimenti di
massa sviluppato dappertutto nel mondo negli anni Cinquanta fu appunto
quello contro la morte atomica. Paradossalmente, a questa corsa verso
la guerra pose un freno solo il raggiungimento della parit atomica da
parte dell'URSS (a partire dal 1949). Una componente fondamentale
dell'antagonismo tra i blocchi rimase comunque l'organizzazione di due
veri e propri schieramenti militari contrapposti, il Patto atlantico
e, a distanza di qualche anno, il Patto di Varsavia, con le relative
ripercussioni di carattere psicologico all'interno dei paesi che ne
facevano rispettivamente parte. Significativo fu comunque il fatto che
il Patto atlantico non era che il primo anello della catena di patti
predisposti dagli Stati Uniti per la creazione di basi militari senza
soluzione di continuit dall'Oceano Atlantico al Pacifico, attraverso
il Mediterraneo, il Medio Oriente e l'Asia sud-orientale (patti della
CENTO, Central Treaty Organization, e della SEATO, South East Asia
Treaty Organization). La "guerra fredda" ebbe certamente il primo
(cronologicamente) ed uno dei suoi principali epicentri in Europa, e
in questo ambito ebbe nella questione e nella divisione della Germania
una delle sue proiezioni pi particolari; ma essa ebbe anche, e non
secondaria, una sua dimensione asiatica. Questa, anzi, nell'ottica
della politica americana dopo Roosevelt, fu una componente essenziale
del conflitto con l'URSS per il controllo dell'Estremo Oriente, ma
soprattutto del tentativo di combattere l'espansione del comunismo in
Asia dopo la vittoria della rivoluzione in Cina. L'intransigenza
antisovietica, anticomunista e anticinese della politica statunitense,
principalmente sotto la gestione di J. Foster Dulles, resterebbe
tuttavia incomprensibile se non si ricordasse che la vera posta in
gioco era da parte dei due blocchi il controllo e l'acquisizione alla
propria causa dei paesi ex coloniali o in via di emancipazione dal
vecchio dominio coloniale. In questa lotta il blocco occidentale
dispieg ogni sforzo per conservare le vecchie posizioni attraverso le
pratiche del neocolonialismo, la forma che assumeva ora l'imperialismo
nell'epoca del tramonto del dominio coloniale diretto, come sar
evidenziato soprattutto attraverso la documentazione relativa
all'America latina ma valida, lo dir appunto Guevara, per il mondo
intero.
E tra le conseguenze della "guerra fredda" c'era anche la frustrazione
delle speranze che avevano nutrito durante il conflitto mondiale i
popoli in lotta contro il nazifascismo e il militarismo giapponese in
un nuovo e diverso avvenire della comunit internazionale, non pi
affidato alla tutela delle grandi potenze ma direttamente derivante
dalla volont dei popoli. In Europa l'aspirazione a forme comunitarie
e federalistiche fu ben presto superata dalla opzione a favore
dell'alleanza atlantica, che privilegiava il momento militare sulle
aspirazioni politiche e sacrificava al primato statunitense
l'autonomia del vecchio continente. Su scala mondiale la "guerra
fredda" signific il rapido esautoramento dell'Organizzazione delle
Nazioni Unite, che, ripetendo l'esperienza compiuta dalla Societ
delle Nazioni tra le due guerre mondiali, si ridusse a semplice
strumento o appendice nel gioco e negli scontri tra le maggiori
potenze, senza potere esprimere un suo ruolo realmente autonomo nella
gestione degli affari internazionali. Soltanto l'allargamento della
cerchia dei paesi di nuova indipendenza avrebbe restituito all'ONU nel
corso degli anni una parte almeno degli attributi di universalit che
erano tra le sue istanze originarie e della sua funzione, se non di
mediazione, quanto meno di tribuna non solo delle grandi potenze ma
anche degli Stati minori.
